Una citazione, per cominciare

By viannes

Adesso per esempio mi si è attaccata in testa una certa poesia di Orazio e non se ne va più via. È quella che comincia: Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe… Mi sono messo a tradurla come pare a me, perché la traduzione che mi dà il libro non mi piace niente. Ma non è facile. Ad esempio quel nefas. Il libro dice:«tu non ricercare, è illecito saperlo, quale sorte gli dei abbiano dato a me, quale a te, Leuconoe». Ma non mi convince per niente quell’«illecito».

È mezzanotte passata. Di dormire neanche a pensarci.. Forse mi sta venendo. Sì, forse metterei:«Non cercare di sapere, o Leuconoe. Sapere è ingiusto».

Però quel nefas

Va bene tradurlo «ingiusto»? Non sarebbe meglio «impossibile»?” [...]

“Lo so che è pazzesco che uno la notte di Natale pensi a come si traduce nefas, ma io non riesco a togliermelo dalla testa. Nefas è tutto ciò che va contro la volontà divina, tutto ciò che è ingiusto, illecito, empio, ma anche impossibile. È il contrario di fas. Fas è la parola divina, la legge, l’ordine, il bene… Ma allora sapere non è soltanto ingiusto o impossibile. È sbagliato, sconveniente… è male! Sì, «è male sapere quale fine gli dei ti abbiano dato, o Leuconoe»…”

Paola Mastrocola – Una barca nel bosco, Guanda 2004, Superpocket 2006, pp. 56-57; 67

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